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    QUALCHE AMARA RIFLESSIONE SU ROMA

    Ho l'impressione che Renzi si trovi a dover passare in mezzo a un groviglio da cui è veramente difficile uscirne. Sembravano insormontabili le varie riforme approvate, sembrava impossibile uscire bene dalle elezioni del Quirinale e qualcuno ha detto che risolto quello la strada sarebbe stata in discesa. E invece ...
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    RENZI HA CAMBIATO IDEA ? IO NON CREDO

    Prendo spunto dal post del mio amico Massimo (QUI) ma anche da tutti gli articoli e titoli usciti ieri sulla questione forma partito. Tutti nati dopo l'intervista di Matteo Renzi a L'Espresso (QUI) Due premesse, ne ho parlato tanti mesi fa (Leggi Tutto

    conv_naz04Caro Matteo, so che sei molto preso nel cambiare verso al paese e anche all’Europa, a combattere con i gufi, con i canguri, con lupi e conigli, ma ti vorrei porre una questione che riguarda il partito.

    Esattamente un anno fa una sera ascoltavo Massimo D’Alema dire: Matteo vuol fare il PdC, perché vuol candidarsi a segretario? Il Partito ha bisogno di una persona che ricostruisca il partito e quindi ci lavori a tempo pieno. Quella sera pensai che quella riflessione non fosse affatto sbagliata. Poi tu ti sei candidato comunque a Segretario, pensavi che fosse un passaggio indispensabile per essere legittimato a “cambiare verso” al partito. I fatti son lì da vedere, avevi ragione. Poi sei diventato PdC, non hai abbandonato la carica di segretario.

    A mio avviso il problema esiste, il partito ha bisogno di qualcuno che lo ricostruisca da zero. Se non il segretario, un vice, due vice, ma che ci lavorino a tempo pieno, non che debbano dividere l’impegno con il governare una Regione. Debora è bravissima, ma è una, indivisibile.

    Venendo al dunque, penso che prima di ogni cosa bisognerebbe buttare in mare l’intero statuto e regolamento pensato dal buon Walter. Una struttura ed un ordinamento che ha un tale tasso di farraginosità e burocrazia è esattamente in antitesi con i principi che guidano il partito nella rivoluzione del paese.

    Giusto per esempio, abbiamo assistito all’assurdità dei vari stadi e procedimenti delle fasi congressuali, un sistema che rasenta il demenziale. Altro esempio, i vari organismi studiati per i circoli, non adottati da nessuno in quanto assurdi, ripetitivi, e tra l’altro buttati lì con una parola nello Statuto senza una minima specificazione di come dovrebbero essere costituiti.

    Ma poi, il circolo, che funzione ha? Io ho visto circoli impegnati a discutere di legge elettorale, di costituzione, perdere mesi per redigere un documento su questi temi, come se servisse a qualcosa e a non spendere un minuto per i problemi locali, dove a volte si è in maggioranza altre all’opposizione, ma in qualsiasi dei casi, il ruolo del partito dovrebbe essere quello di collettore di istanze fra i cittadini e le istituzioni e invece la maggior delle volte è assente.

    E allora, io umile tesserato, dico: che aspettiamo a rifare questo partito? Renderlo snello, veloce, attivo, incisivo? Dico anche un’altra cosa che non piacerà a molti, secondo me, una volta ricostruita la struttura del partito, bisognerebbe anche rifare da capo i congressi, perché dovunque mi giro vedo dirigenze che sono antitetiche all’immagine e al progetto che il Partito ha assunto e di conseguenza magari vicine ai capibastone soliti o a una parte di militanti, ma molto distanti dalla stragrande maggioranza degli elettori.

    Matteo, pensaci.