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    QUALCHE AMARA RIFLESSIONE SU ROMA

    Ho l'impressione che Renzi si trovi a dover passare in mezzo a un groviglio da cui è veramente difficile uscirne. Sembravano insormontabili le varie riforme approvate, sembrava impossibile uscire bene dalle elezioni del Quirinale e qualcuno ha detto che risolto quello la strada sarebbe stata in discesa. E invece ...
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    RENZI HA CAMBIATO IDEA ? IO NON CREDO

    Prendo spunto dal post del mio amico Massimo (QUI) ma anche da tutti gli articoli e titoli usciti ieri sulla questione forma partito. Tutti nati dopo l'intervista di Matteo Renzi a L'Espresso (QUI) Due premesse, ne ho parlato tanti mesi fa (Leggi Tutto

    24MARZO1984Mentre vedo le immagini della Manifestazione di oggi 25 Ottobre 2014, vado indietro con la memoria e cerco di ricordare le grandi battaglie della sinistra e dei sindacati a cui più o meno ho partecipato.

    La prima cosa che mi viene in mente è l’anomalia di questa di oggi. Le grandi battaglie, le grandi manifestazioni, hanno sempre avuto un motivo ben preciso spiegabile in una breve frase. Quasi sempre la cancellazione di una norma, di una legge o di una consuetudine.

    La situazione di oggi è esattamente al contrario, ovvero il problema è enorme, la disoccupazione o sottoccupazione a livelli inauditi. Problema che non si può di certo addebitare a questo governo.

    Si può manifestare perché questo governo non fa nulla contro il problema? Non mi pare che siamo a livello del Governo Berlusconi negli anni 2009/2011, la maggior parte delle riforme in atto hanno come obiettivo proprio il lavoro.

    A quel punto si può avere la propria opinione sul tipo di risposte da dare a un problema e la propria opinione può essere legittimamente diversa da quella del governo. Ma qui entriamo in ambito politico, cosa c’entra il sindacato? Se la Cgil ha deciso di fare politica si tramuti in partito e si presenti alle elezioni. E mi viene da dire anche una cattiveria, come partito faccia la fatica che fanno i partiti per finanziarsi.

    Poi avrei anche da obiettare che magari portare come propria ricetta la stessa che ha provocato questo stato di cose dovrebbe far riflettere.

    Comunque voglio andare indietro con la memoria e c’è una battaglia a cui ho partecipato, che fu molto dura e su un argomento ben preciso. La guerra che facemmo per la Legge della scala mobile.

    Riassumendo, la scala mobile era uno strumento nato nel 75 che attraverso dei punti di contingenza reintegrava negli stipendi dei punti persi con l’inflazione. Negli anni 80 molti economisti stabilirono che quel sistema era un “loop”, in pratica la contingenza alimentava l’inflazione e quindi rialimentava se stessa. Craxi nell’84 attraverso decreto poi convertito in legge, tagliò 4 punti di scala mobile, il “decreto di San Valentino”.

    Il 24 Marzo 1984 Cgil e Pci organizzarono una grande manifestazione contro il decreto, badate bene contro un decreto, una cosa concreta. Cisl e Uil non parteciparono.

    Il decreto diventò legge e il Pci di Enrico Berlinguer indisse un referendum per l’abolizione. Il referendum si tenne nel 1985, i sì ottennero il 45,7 %, la legge rimase.

    La Scala mobile venne del tutto abolita nel 1992 dal Governo Amato con accordo di tutte le parti sociali.

    Scommetto che i più giovani di voi, di questo argomento nemmeno ne hanno mai sentito parlare, eppure per noi fu una grande battaglia, ma opportunamente archiviata.

    La questione è semplice, il referendum segnò una sconfitta del Pci e della Cgil, ma la sconfitta reale la decretarono i fatti, perché la cancellazione di quei 4 punti arrestò quel meccanismo infernale che generava inflazione la quale mangiava il potere d’acquisto dei lavoratori e arrestava la crescita del Pil.

    Cosa voglio dire? 1) non sempre si combattono battaglie giuste. 2) Oggi mi piacerebbe che si fosse in piazza contro la cancellazione dell’art.18, ma questo articolo non è menzionato in nessuna legge in discussione. 3) il tempo decide chi ha ragione, nessuno può arrogarsi il diritto di avere ragione a priori.