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    QUALCHE AMARA RIFLESSIONE SU ROMA

    Ho l'impressione che Renzi si trovi a dover passare in mezzo a un groviglio da cui è veramente difficile uscirne. Sembravano insormontabili le varie riforme approvate, sembrava impossibile uscire bene dalle elezioni del Quirinale e qualcuno ha detto che risolto quello la strada sarebbe stata in discesa. E invece ...
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    RENZI HA CAMBIATO IDEA ? IO NON CREDO

    Prendo spunto dal post del mio amico Massimo (QUI) ma anche da tutti gli articoli e titoli usciti ieri sulla questione forma partito. Tutti nati dopo l'intervista di Matteo Renzi a L'Espresso (QUI) Due premesse, ne ho parlato tanti mesi fa (Leggi Tutto

    2697838-marino_renziHo l’impressione che Renzi si trovi a dover passare in mezzo a un groviglio da cui è veramente difficile uscirne. Sembravano insormontabili le varie riforme approvate, sembrava impossibile uscire bene dalle elezioni del Quirinale e qualcuno ha detto che risolto quello la strada sarebbe stata in discesa. E invece no, c’è il problema Roma, problema che in teoria nemmeno lo riguarda personalmente ma nella pratica sì.

    Intanto chiariamo alcuni punti, in giro sento dire che Marino è Sindaco eletto dai Romani e quindi non si discute. E no, cari amici, purtroppo non è così. Roma non è un paesello di montagna, Roma è la capitale d’Italia, ma ha anche qualcosa in più delle normali capitali. Per cui i cittadini romani bisognerebbe che imparassero a rendersi conto di questa responsabilità che hanno addosso e essere consapevoli che non possono andare a votare sull’onda di emozioni, perché un Sindaco in 5 anni può mettere a rischio la reputazione della città e quindi dell’intera nazione e anche del patrimonio artistico archeologico più importante del mondo. Non è roba nostra, è roba del mondo intero, e l’intero mondo conta sulla serietà con cui lo salvaguardiamo. Due sindaci invece possono distruggere tutto, non solo compromettere. Quindi mettetevi l’anima in pace cari amici, ma quando il Premier dice: Marino o governa o va a casa, non solo afferma una sua legittima opinione, ma ha il DOVERE di dirlo.

    Perché ? Scendiamo con i piedi per terra, anzi nel fango e vediamo le cose da un punto di vista pratico. L’Italia non è fuori dalla crisi, ma piaccia o no, ha cambiato faccia, l’ha cambiata rispetto al mondo che fino a qualche anno fa ci rideva dietro, ora ci ascolta. Lo stesso dal punto di vista economico, l’interesse degli stranieri è sempre maggiore, anche se le perplessità rimangono e sono più che legittime. Il turismo anche è in ripresa.

    Roma è il biglietto da visita dell’Italia, è l’ingresso, è come dire.. lo specchio. Ma voi avete presente che impressione hanno gli stranieri dopo un giorno di vita a Roma? Certo, la bellezza e la straordinarietà della città vince su tutto. E infatti quando vanno via dicono, Roma è una città bellissima, l’Italia è un paese di M.

    Ora, sia chiaro, Roma ha problemi mai affrontati e mai risolti da sempre, non da oggi e non dal 2008 come qualcuno tenta di far credere.

    Però il mondo va avanti, l’Italia va avanti e Roma rimane indietro, quindi inutile consolarsi con il fatto che è sempre stato così, il problema è che non può essere più così.

    Già alla fine del mandato Veltroni era chiaro che alcuni problemi non potevano più essere rimandati e dovevano essere risolti. I Romani fecero questa bella trovata di farsi prendere dall’emozione e fregare dalla propaganda e elessero un individuo, inesperto di amministrazione locale, inesperto di Roma e per di più con diverse ombre sul suo passato. Aggiungi che prendeva ordini dal suo governo, ovvero dalla Lega, il cui unico interesse era spostare più possibile risorse al nord.

    Un capolavoro, Roma è arrivata al 2013 dove tutte le persone ragionevoli avevano ben chiaro che era l’ultima chance per Roma, che non era più possibile eleggere un Sindaco qualsiasi tanto per mettere d’accordo partiti e correnti, ma serviva un personaggio autorevole, competente e soprattutto in grado di mettere in campo una giunta di donne e uomini di livello superiore a qualsiasi aspettativa. Un assessore andava cercato a Tokio piuttosto che a New York, perché alcuni problemi erano di entità talmente enorme che probabilmente nessuno in Italia era in grado di affrontarli. Ma innanzituitto bisognava arrivare alle elezioni con un programma non fatto di titoli e proclami, ma che fosse un insieme di progetti dettagliati seri e risolutivi, che il giorno dopo le elezioni potessero essere messi in atto.

    E invece? Invece il centrosinistra Romano, sapendo benissimo di vincere perché contro Alemanno avrebbe vinto pure Pippo Civati, e quindi sapendo di avere questa responsabilità sulle spalle, cosa pensa? Di chiamare un medico genovese che non ha mai amministrato nemmeno un condominio, che non sa nemmeno come è fatta Roma, che è ignaro di tutto e non ha e né può avere uno straccio di programma.

    E su questo permettetemi una valutazione personale. Sento giurare ogni giorno sull’onestà di Marino, però lasciatemi dire, una persona onesta non accetta un incarico così difficile sapendo di non avere la minima capacità. Chiusa parentesi.

    I risultati sono lì da vedere, giunte raffazzonate, posti chiave dati a persone senza la minima esperienza, qualche tecnico recuperato in giro ma che di volta in volta e nel tempo è scappato, per la semplice ragione che se prendi qualche tecnico non lo prendi perché i giornali possano parlarne, no, devi anche ascoltarli e lasciarli lavorare.

    La nuvola di Fuksas, così come ce l'ha lasciata Alemanno.

    La nuvola di Fuksas, così come ce l’ha lasciata Alemanno.

    Il programma? Non c’era e non c’è, si campa alla giornata, son passati due anni e non è cambiato nulla, tranne qualche inutile azione di propaganda. Le municipalizzate, si sapeva che erano un cancro, i loro problemi andavano risolti subito due anni fa, oggi è tardi e comunque dopo due anni non vediamo alcuna soluzione all’orizzonte. Almeno che qualcuno non voglia prendere per buone le fesserie dette dal nostro due giorni orsono in quella conferenza stampa infame. Cambiamo il Cda, privatizziamo (che tradotto dal suo linguaggio incompetente significava apriamo ai privati) Perché veramente bisogna essere analfabeti per pensare che il cambio di un Cda o un’apertura a privati possano cambiare le cose. Ma soprattutto non c’è bisogno di essere esperti per capire che l’apertura a privati dell’Atac è una presa per i fondelli ai cittadini di una gravità assoluta. Ma veramente qualcuno può pensare che possa arrivare qualcuno a investire denari in una società in stato fallimentare, scassata, che fa acqua da tutte le parti e senza prenderne il controllo? Cioè lasciando il controllo nelle mani di chi l’ha ridotta in questo stato. E qui mi piacerebbe anche chiarire che il termine privatizzare, non significa nulla o viene usato a sproposito. Esempio? Il famoso passaggio dell’azienda trasporti di Firenze che regalò all’allora sindaco tanta notorietà e tante polemiche, non è stata una privatizzazione, perché Sita ovvero Ferrovie e Atm-Milano, non sono private, sono pubbliche. Ma quella è l’azione che andava fatta non chiacchiere e cambi di vertice inutili, però allora, oggi è tardi.

    Quindi chiedo ai miei amici di Roma, di spiegarmi, quali sono queste imprese ciclopiche affrontate dal nostro? Le municipalizzate sono ancora lì, solo più allo sfascio di prima, le opere iniziate e ferme, sono ancora lì da finire (vedere Eur), il problema rifiuti è lì sulle strade tutto da vedere, poi certo i suoi sostenitori oggi si accorgono che i romani sono incivili e sporcano così come si accorgono che i sindacati sono lobbies, che alcuni lavoratori sono delinquenti ma non si possono licenziare.(son gli stessi scesi in piazza contro il jobs act eh). È stata chiusa Malagrotta, per forza non c’erano più proroghe, è stato interrotto il rapporto con Cerroni.. e vorrei vedere l’hanno ingabbiato. Il traffico, è peggiorato, e di tanto e non venitemi a parlare di mancanza di fondi e cose simili, perché il traffico a Roma è dovuto per almeno un 40% all’indisciplina dei cittadini. E per far rispettare le norme, non servono soldi, serve avere gli attributi per fare azioni impopolari. Come impopolare sarebbe stato mettere mano alla questione taxi, vero scandalo che ci fa perdere la

    Unicredit Pavilion a Milano

    Unicredit Pavilion a Milano

    faccia con chiunque arrivi da fuori. Ma ti pare che il nostro affronti i tassisti? Poi c’è la città, le strutture, la cultura, Cosa è stato fatto? Ma io dico solo una cosa, prendete ad esempio Milano, avete presente come ha cambiato completamente faccia nel giro di pochi anni? Lasciate stare il fatto che possa piacere o meno, ma considerate unicamente in quanto poco tempo sono state fatte tutta quelle opere, per di più demolendo quello che c’era prima. Due anni sono pochi? Ma io mica chiedo di cambiare la città in 5 anni, nemmeno in 10, ma almeno di avere un’idea, un progetto e cominciare a realizzare. Eppure guardate l’Unicredit Pavillon appena inaugurato a Milano, un opera i cui costi sono totalmente privati, realizzato in un anno esatto.

    Vogliamo parlare di sviluppo, lavoro? Per caso è stato fatto qualcosa per i giovani, per favorire start-up, ricerca, innovazione? Qualcosa per incrementare il turismo? Per qualificarlo, abbiamo presente che in alcune zone ci sono grandi alberghi che cadono a pezzi? Vogliamo parlare del settore che dovrebbe essere il fiore all’occhiello di Roma? L’industria del Cinema, le migliaia di imprese e di addetti, che fanno di Roma la seconda città del mondo nel cinema, dopo Los Angeles. Cosa è stata fatto? Avete presente in che condizioni è Cinecittà? È allo sfascio! Ma possiamo parlare anche della Fiera di Roma, per decenni non abbiamo avuto una Fiera, poi l’abbiamo fatta e molti operatori nazionali e non, hanno guardato con attenzione a Roma, perché è chiaro che dirigere il turismo fieristico verso Roma presenta un valore aggiunto. Nulla, li abbiamo fatti scappare e la Fiera di Roma è tornata a essere un centro per cosette provinciali.

    Dice, e allora che ha fatto Marino? Ha cacciato i furgoni-bar, praticamente ha lavorato incessantemente per due anni solo su quello. I turisti non hanno gradito così tanto, prima potevano contare sui servizi regolari offerti a chi sta in fila e in attesa sotto il sole, ora deve accontentarsi di qualche bottiglietta d’acqua calda venduta da abusivi a 4 o 5 euro. Complimenti Sindaco.

    E ora invece mi rivolgo al Premier: caro Matteo, lo so è una grana che non vorresti avere che si aggiunge a quelle che già hai e aggiunge polemiche a quelle che già hai addosso. Però non puoi tirarti indietro, è tuo dovere, come Premier e come segretario del partito che in teoria guiderebbe la città, porre fine a tutto ciò. Perché se in due anni non si è riusciti nemmeno a “cambiare verso”, a fare un progetto, come si può pensare che si faccia qualcosa adesso con una giunta liquida che perde da tutte le parti, con la Magistratura che è lì con gli occhi puntati e con i fascicoli in mano. Con un Consiglio totalmente delegittimato da questioni giudiziarie.

    Aggiungo che c’è qualcosa che a me personalmente inquieta. Se giri per Roma in ambienti vicini ai militanti del Pd e di Sel, senti da tutti le stesse frasi e gli stessi slogan, di cose che sono assolutamente lontane dalla realtà. Quest’immagine dell’uomo all’attacco dei poteri forti. Ma quali poteri? Ma quando mai? E quali sarebbero queste azioni esemplari? Dove sono? Le uniche azioni le ha fatte la Magistratura che gli ha portato via un pezzo di Giunta, se non fossero arrivati loro sarebbero ancora lì, come probabilmente ce ne sono anche altri. Quello che mi chiedo, come è avvenuto questo lavaggio del cervello collettivo? Perché l”uomo è senza scrupoli, basta vedere il comportamento adottato con Improta, che nemmeno l’ultimo dei pezzenti farebbe, ma per il resto non è che abbia tutte ste capacità. E allora, mi chiedo, chi lo aiuta? Di sicuro qualche centinaio di persone di ogni partito, sparsi fra giunte, e consigli di Comune e Municipi, che non hanno alcuna intenzione di mollare gli scranni. Ma è solo quello? Speriamo.