POLITICA

Siamo al primo risultato delle comunali 2021, alcuni esiti sono definitivi alcuni li vedremo fra 15 giorni.

Qualcuno esulta, qualcuno piange. Fa bene Sala ad esultare, fa bene Lepore. Chi è arrivato magari secondo ed esulta, non si capisce bene di che.

Tutti hanno fatto rilevare il problema dell’astensionismo in salita, tutti dicono che non ce ne deve fregare niente perché conta solo vincere. Per chi è appassionato di politica invece conta anche capire dove sono finiti i voti. Per chi poi come me, probabilmente non avrebbe votato alcun candidato nella maggior parte delle città, o meglio, tutte tranne una, semplicemente perché non viene rappresentata un’area politica.

L’unico modo per capirlo è semplicemente quello di contare i voti.

Ecco allora una semplice tabellina, con numeri veri. Continua a leggere

Stupendo vedere tutti i più autorevoli esponenti di sinistra, tutti nessuno escluso, esprimersi a favore di Mimmo Lucano, ex Sindaco di Riace.

Fantastici, perché non si tratta di personaggi garantisti sempre e comunque, ma di forcaioli nati, di quelli che davanti alle sentenze di condanna dicono sempre: le sentenze non si discutono mentre davanti alle sentenze di assoluzione esprimono tutto il loro scetticismo. Purché tutto ciò riguardi i loro avversari politici. Continua a leggere

Ricordo ancora un avviso che mi arrivò che mi informava che ero stato il primo in Italia a pubblicare un video di quella ragazzina impertinente e coraggiosissima che aveva affrontato sfrontatamente i grandi del mondo.

Che fine ha fatto? come usa quella popolarità acquisita negli anni?

Direi male, come tutti d’altronde.

Quando viene a dirci che la politica fa solo “BLA BLA BLA” e lo dice proprio in Italia, direi che si è data al populismo assoluto.

Proprio nel momento in cui mezzo mondo si ritrova a pagare l’energia quasi il doppio, grazie ai provvedimenti ecologici. In Italia, dove la maggior parte degli investimenti governativi sono spesi per promuovere il risparmio energetico. Quando si è impestato il mondo di auto elettriche senza che si sia trovato ancora un modo nuovo, ecologico e sicuro per produrre l’energia necessaria a far camminare tutte queste vetture.

Ecco, Greta, sei sicura di aver dato un titolo corretto al tuo discorso?

Potevi semplicemente dire che si è fatto molto ma bisogna fare di più e meglio. Oppure questo discorso potevi andare a farlo a Pechino e non a Milano.

DIREI CHE NELLA FASE SONDAGGI LUI È IL VINCITORE
Sorretto solo dal suo partito del 3% e da un altro partito che gli fa perdere più voti di quanti gliene porti, sta al 18%. A Roma! guardate che è un miracolo, Roma la balena arenata. Ci piaccia o no il personaggio, e a me non piace, bisogna dargli atto di essere il più credibile di quella accozzaglia di candidati che per presentarsi ancora nella capitale possono solo contare nel menefreghismo assoluto e il non amore per la propria città del popolo romano.

Cara Monica, caro Esterino,

leggo da alcune ore vostre esternazioni, minacce, perché vi ritenete colpiti dalla gogna mediatica.

Sinceramente rimango basito, vi siete svegliati da un sonno profondo, avete sognato per anni di essere in un altro mondo? Il problema è che questo mondo, brutto, veramente brutto, è il vostro mondo, non è un altro. È un mondo che tutti voi ma anche io abbiamo contribuito a costruire. Risale tutto a tempi lontani, dagli attacchi a Andreotti, poi divenuto sistema con l’avvento di Berlusconi, mai avversato politicamente e sempre e solo con attacchi personali, insulti e quant’altro. Poi è arrivata l’epoca dei social, sono arrivati i 5S, vostri amici, che hanno sfigurato l’uso dei social trasformandoli da elementi socializzanti a elementi di guerra violenta. Continua a leggere

Alcuni giornali italiani, i soliti, che purtroppo siamo costretti a chiamare giornali, riaccendono il caso patrimoniale.

Come lo fanno? con una bufala, anzi due.

La notizia qual è? semplice, la Spd in Germania propone la tassa patrimoniale e improvvisamente i sondaggi fanno balzare la Spd al primo posto, spodestando la Cdu.

Rimettendo qualcosa al suo posto, analizziamo un po’ come stanno le cose. Continua a leggere

È abbastanza deprimente ormai assistere a qualsiasi discussione. È difficilissimo ormai vedere dividersi nei temi attuali nel merito, nell’essenza delle cose, tutto ormai è guerra fra guelfi e ghibellini. Qualcuno purtroppo crede che la guerra sia ancora fra destra e sinistra, roba del secolo scorso, ma non è così. Ormai ci si colora e si appartiene a istinto, spesso guidati dai media fuorvianti, ma purtroppo ci è difficile comprendere che non tutto è bianco o nero, che esistono i colori e le sfumature e noi esseri pensanti dovremmo essere in grado di distinguere e avere uno spirito critico più obiettivo di quello che si vede nei talk-show, vera barbarie del pensiero nobile, dove esiste solo scontro di appartenenza fra bianchi e neri e dove le carte le danno conduttori che sono più partigiani dei loro ospiti e non fanno nemmeno nulla per nasconderlo.

Perché tutto questo è deprimente? Perché questa sciagura planetaria della pandemia avrebbe dovuto unire, smussare e invece no, ha acuito le divergenze, allungato le distanze e soprattutto potenziato il livello di violenza.

Possibile che non si possa farsi delle domande o chiedere risposte su temi specifici, ma si debba prendere per forza per buono tutto ciò che viene dalla propria parte e sbagliato ciò che viene dalla parte avversa?

La libertà è ormai un tema sbandierato da tutti, un po’ a caso con incongruenze che a volte fanno rabbrividire.

Giusto per fare qualche esempio, il tema della vaccinazione. Escludiamo dalla vita sociale chi non si vaccina. Un ricatto bello e buono, ma che in realtà nasconde una debolezza, ovvero non essere in grado rendere il vaccino  obbligatorio. Il discorso è semplice, c’è tutta una parte politica che ha sempre sostenuto che curarsi o meno è una libertà individuale indiscutibile, fino a spingersi nell’area di propensione all’eutanasia.

Ora se osservate i soggetti, vedrete una miscela incomprensibile fra le parti, scambi di posizionamento che a me fanno venire in mente un solo termine: incoerenza.

Anche se usciamo da temi nobili dei diritti, dai principi e andiamo su questioni terra terra, non possiamo non notare atteggiamenti stridenti.

Nei giorni scorsi ho sentito da parte di media e di amici frasi violente contro gestori di bar, che peraltro non hanno fiatato, ma sono stati difesi da un politico e quindi l’area avversa ha dovuto per forza di cose attaccarli. Ho letto ovunque: non vogliono il green pass in nome del Dio_denaro.

Allucinante ragazzi e vi spiego perché. C’era in ballo un provvedimento che avrebbe rischiato di far chiudere decine di migliaia di esercizi, che tradotto in termini reali, calcolando attività e indotto, significa qualche centinaio di migliaia di posti di lavoro. Tutto ciò ci è indifferente, anzi ben venga, però dobbiamo sorbirci, prime pagine, trasmissioni televisive e discussioni interminabili per una fabbrica che chiude e lascia a casa 50 dipendenti. 50 sono tanti amici lo so, ma non è possibile che vi facciano effetto solo loro e ve ne freghiate altamente del milione di persone che hanno perso il lavoro a causa del covid. Eh ma il Covid … no amici non tutto era indispensabile, alcune chiusure sono state fatte a caso, erano evitabili.

Il GreenPass ? ottima soluzione, forse indispensabile per alcune attività. La prima cosa che ho pensato quando se ne è parlato è stato: bene, adesso quindi potranno riaprire anche le discoteche. Ingenuo che sono, quelle non riaprono.

I miei amici sono tutti favorevoli, per carità è giusto esserlo. Ho visto mio malgrado diverse trasmissioni televisive dove si è dibattuto a lungo sul tema, ma non ho mai sentito nessuno entrare nel merito e farsi domande sul funzionamento.

Allora ve lo chiedo io, mi spiegate come funzionerà, visto che la settimana prossima sarà già in vigore?

Sarà un app del nostro telefono che si collega al ministero, appare la foto e dice idoneo? Questa mi sembra l’unica cosa che può stabilire un vero controllo. È pensabile che tutto ciò sia messo in atto in pochi giorni? Non ci credo nemmeno se lo vedo. Poi dovremmo parlare delle connessioni italiane che sono a livello di terzo mondo.

O più semplicemente il green Pass è una roba come visto a Venezia, dove c’è una persona all’ingresso che vede se avete il pezzo di carta in mano?

Un pezzo di carta che ognuno può tranquillamente stamparsi da solo. Ecco questo sì che potrebbe essere pericoloso, perché potrebbe scatenare focolai a catena, sicuramente molti di più delle normali aperture attuali con i dovuti accorgimenti.

Perché mi faccio queste domande? Semplicemente perché il nostro Ministro ci ha ormai abituato a nefandezze di ogni tipo regalandoci un paese in ginocchio e i peggiori risultati del paese, quindi non ho motivi per essere ottimista.

Per finire, un consiglio agli amici: VACCINATEVI, VACCINATEVI, VACCINATEVI. Come qualche miliardo di persone ha già fatto, perché non c’è altra soluzione per superare questa disgrazia. Se stiamo in speranza di speranza… rischiamo di morire tutti, o di Covid o di fame.

Avrei preferito non entrare nel merito della legge Zan perché mi sembra un argomento altamente divisivo non di certo per il contenuto della legge che mi sembra non conosca nessuno, né i pro né i contro. Purtroppo invece in un momento in cui dobbiamo affrontare problemi enormi che riguardano l’intera comunità, informazione e politica si occupa solo di questo.

Inutile che mi diciate, la solita tiritera per imbecilli che per i diritti non è mai il momento, tenetela per voi perché posso elencarvi una serie di problemi di diritti che riguardano tutti e altri che riguardano minoranze che non vengono affrontati da nessuno e di cui non frega niente a nessuno. Non è questo il punto, quello che mi spinge a parlarne e a non prendere posizione sul sì o no, non è questo, non prendo posizione perché non prendo posizioni sul nulla, per quello che mi riguarda dico, avete i numeri? Approvatela subito e finitela di rompere i coglioni, non li avete? Accantonatela. È evidente che il problema invece non è questo, della legge non frega niente a nessuno, è solo un mezzo per creare un problema politico.

A dimostrazione di quello che scrivo, sono gli argomenti che si portano. Potremmo iniziare dalla comparazione con la legge sulle unioni civili. Già lì assistiamo a liti tremende tra chi la rivendica e chi la avversa, che si dividono in chi non voleva unioni civili (e sono pochissimi) e chi preferiva non approvarla perché al ribasso. Chiaramente molti elementi della comunità Lgbt fra questi, molti dei quali nel frattempo si sono sposati, e a cui annullerei l’atto per coerenza.

La comparazione però, permettetemi di dirlo, fa ridere. All’indomani di quella legge migliaia di persone si sono sposate come fossero etero e hanno acquisito diritti pari , eccetto uno solo.

Ora se vi rimane un minimo di onestà ditemi per cortesia, cosa può cambiare all’indomani dell’approvazione della legge Zan. Vi faccio un altro esempio di altra legge fatta da gente di cui di un certo argomento non frega un tubo ma si lava la coscienza facendo una legge propaganda. La legge Mancino: datemi un solo dato per cui potete provare che tale legge a distanza di 30 anni abbia prodotto un risultato positivo, ad esempio sul razzismo. Direi che i sentimenti razzisti sono lievitati in modo abnorme in questi anni.

Mi spiace amici miei ma si fanno leggi spettacolo quando non si vogliono risolvere problemi che sono problemi culturali e quindi sicuramente più difficili da risolvere, ma risolvibili se si ha la volontà di risolverli. Altrimenti si fanno le leggi Zan.

Sarebbero questioni interne di un partito che a noi poco interessano, invece diventa un teatro in diretta nazionale a reti unificate.

Un partito decide di darsi un nuovo leader? Fa un congresso, lo vota e una volta eletto fa una conferenza stampa e lo comunica.

Loro no, anche perché non è un partito ma un’entità privata con un proprietario ben definito, una società per azioni a socio unico. In questo caso di solito è il padrone che decide se affidare la gestione a una persona di fiducia. Loro no, c’è un personaggio estraneo che decide di mettersi alla testa del “partito”. Tutto può succedere, ma la ragione vorrebbe che padrone e amministratore unico si siano incontrati, abbiano discusso e si siano accordati su tutta la linea.

Niente di tutto questo, si parlano attraverso stampa, uno fa una dichiarazione, l’altro la smentisce, l’altro fa una conferenza stampa e annuncia tutto il suo programma e anche un nuovo statuto in cui si precisa che il padrone delle ferriere non conta più un tubo.

Finisce la conferenza e tutti in attesa della risposta del padrone, che oggi arriva a mezzo stampa e naturalmente è negativa.

In tutto questo la stampa cialtrona ci sguazza e da tre giorni non parla d’altro, quella stampa che ha fatto lievitare a dismisura un movimento assurdo e tutta la sua classe politica improvvisata.

Eppure sentiteli, tutti lì attenti a cosa dice uno, cosa risponderà l’altro, come se il futuro dell’Italia fosse legato a quello che potrà succedere dentro questo indecoroso teatrino.

Io potrei anche essere d’accordo, perché a mio umile personale avviso, la sparizione definitiva di questo movimento dalla faccia della terra è l’unica condizione necessaria perché il nostro paese possa avere un futuro.

Attenzione però, non sono così ingenuo da non capire quale parte stia giocando il Pd in questa commedia dell’assurdo, visto che il nulla-Conte è sostenuto più da loro che dai 5S stessi.

In conclusione, l’unico sentimento che provo, è disgusto, non so voi.